Abbazia di Casamari
A Veroli, nel Lazio, i monaci cistercensi di Casamari aprono la loro abbazia del XIII secolo a chi cerca un tempo di preghiera, silenzio e vita comunitaria.
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Un'abbazia cistercense del XII secolo
Nel sud del Lazio, a Veroli, nella provincia di Frosinone, l'Abbazia di Casamari è uno dei più puri esempi di architettura cistercense in Italia. Dal XII secolo, i monaci vi pregano, lavorano e accolgono. Oggi, una comunità di sedici monaci cistercensi anima questo grande monastero, casa madre della Congregazione di Casamari.
L'abbazia apre le sue porte a sacerdoti, religiosi e uomini soli che desiderano trascorrere alcuni giorni all'interno del monastero, condividendo la vita della comunità. Offre anche una camera per la notte ai pellegrini del Cammino di san Benedetto e della Via Francigena del Sud. I gruppi (parrocchie, campi scolastici, scout) sono invece accolti in autogestione alla Grangia di Antera, un piccolo convento arroccato sulle colline vicine.
La comunità appartiene alla grande famiglia cistercense: dal 1929, Casamari e i monasteri da essa fondati formano una congregazione monastica autonoma, legata all'Ordine cistercense.

Una comunità quasi millenaria
L'abbazia fu costruita agli inizi del secondo millennio sulle rovine dell'antica Cereate, patria del console romano Caio Mario: Casamari significa letteralmente la «casa di Mario». Vi si insediarono prima dei benedettini, poi i cistercensi li sostituirono a metà del XII secolo ed edificarono il monastero attuale. La prima pietra della chiesa fu benedetta da papa Innocenzo III nel 1203, e l'edificio fu consacrato da Onorio III nel 1217. Otto secoli dopo, la sua struttura è rimasta quasi intatta.
La storia di Casamari ha conosciuto momenti bui. Nella primavera del 1799, dei soldati in rotta dell'esercito francese fecero irruzione nell'abbazia all'ora della Compieta. Sei monaci vi persero la vita proteggendo il Santissimo Sacramento.
Dopo i saccheggi del XIX secolo e la confisca dei suoi beni, l'abbazia fu dichiarata monumento nazionale nel 1874, e la sua custodia fu affidata ai monaci stessi. Nel 1930, la congregazione ricevette dalla Santa Sede la missione di impiantare il monachesimo cattolico in Etiopia ed Eritrea. Una comunità del Lazio che si espande fino al Corno d'Africa: un bel modo di praticare l'ospitalità su larga scala!

La vita quotidiana a Casamari
La preghiera
I monaci si ritrovano in coro più volte al giorno, dall'Ufficio delle letture e le Lodi alle 5:15 fino alla Compieta alle 21:00, seguita dal grande silenzio notturno. I vespri sono preceduti da un tempo di lectio divina, e la messa è celebrata ogni giorno nella chiesa abbaziale. Pregherai in un contesto di grande sobrietà: fedeli allo spirito di san Bernardo, i costruttori hanno bandito gli ornamenti superflui per lasciare tutto lo spazio al raccoglimento.
L'architettura cistercense
La chiesa, a croce latina a tre navate, colpisce per le sue volte gotiche e le finestre chiuse da lastre di alabastro che filtrano una luce soffusa. Curiosità unica nell'architettura cistercense: il campanile non si eleva all'incrocio del transetto, ma sulla campata che lo precede. E non cercare l'organo: i suoi 1 525 canne sono collocate all'esterno della chiesa, per un effetto sonoro sorprendente.
Il chiostro, cuore del monastero, è il luogo del silenzio per eccellenza. Su uno dei suoi capitelli, la tradizione riconosce i volti dell'imperatore Federico II e del suo segretario, ricordo del suo soggiorno a Casamari nel 1222.
I tesori del monastero
- Il museo, allestito nelle antiche sale di lavoro dei monaci e nel calefactorium, raccoglie reperti dalla preistoria all'epoca romana e dipinti antichi.
- La biblioteca, ricca di circa 70 000 volumi, occupa l'antico refettorio dei fratelli conversi: una sala di 25 metri di lunghezza e 30 metri di altezza.
- La farmacia e la liquoreria perpetuano un'antica tradizione monastica di preparazioni a base di erbe, dall'Elixir San Bernardo al Rosolio stomatico.

Fare un ritiro spirituale all'Abbazia di Casamari
Gli uomini soli, i sacerdoti e i religiosi sono accolti nella foresteria situata nel giardino dell'abbazia, per alcuni giorni al ritmo della comunità.
Un ritiro spirituale è caratterizzato in particolare dal silenzio, propizio al raccoglimento: a partire dalle 21:30, dopo la Compieta, inizia il grande silenzio notturno.
Per i pellegrini, è possibile una camera per la notte per chi cammina sul Cammino di san Benedetto o la Via Francigena del Sud.
I gruppi possono essere accolti nella Grangia di Antera, a circa 6 km. Dispone di 70 posti letto, una chiesa, una cucina attrezzata e sale riunioni, ai margini di un bosco e circondata da ampi spazi verdi. Funziona in autogestione.

Le attività nei dintorni dell'Abbazia di Casamari, nel Lazio
- La Grangia di Antera, a circa 6 km sulle colline, per una passeggiata verso questo piccolo convento ai margini del bosco.
- Veroli, la città da cui dipende l'abbazia e di cui un'antica cronaca lodava già il monastero come «l'onore del popolo».
- L'Abbazia di Montecassino, nella stessa provincia di Frosinone, altro importante luogo monastico benedettino del Lazio.
- Roma
Da sapere: l'abbazia si visita gratuitamente tutti i giorni dalle 9:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00. Per i gruppi, è consigliabile prenotare.