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Abbazia di Viboldone

Alle porte di Milano, le monache benedettine dell'abbazia di Viboldone aprono la loro casa a chi cerca Dio, un senso o semplicemente un tempo di silenzio, sotto volte affrescate quasi sette secoli fa.

5 min di lettura

Viboldone, un'abbazia medievale alle porte di Milano

A San Giuliano Milanese, in Lombardia, il borgo di Viboldone ha conservato qualcosa della sua anima originaria: quella di un villaggio monastico posto in mezzo ai campi del Parco Agricolo Sud Milano. Tutto inizia nel 1176, quando gli Umiliati, un movimento religioso che riuniva chierici, monaci, monache e laici, vi fondano una delle loro prime chiese. Preghiera comune, predicazione del Vangelo e lavoro artigianale, in particolare la tintura della lana, scandivano allora la vita del luogo.

La chiesa fu completata nel 1348, come ricorda una targa a destra del portale, sotto la guida del priore Guglielmo Villa. Dopo la soppressione degli Umiliati, furono i Benedettini olivetani a prendere il loro posto, fino alla partenza forzata alla fine del XVIII secolo. L'abbazia dedicata ai santi Pietro e Paolo, le «Due Colonne», rimase poi silenziosa per più di un secolo e mezzo. Fino a quando un gruppo di giovani donne decise di restituirle la voce.

La chiesa medievale.

Le monache benedettine di Viboldone

Il 1° maggio 1941, in piena guerra mondiale, un primo gruppo di suore arriva a Viboldone sotto la guida di Madre Margherita Marchi. Vengono da Montefiolo e dalle catacombe di Priscilla a Roma, dove avevano lavorato per l'Istituto Pontificio di Archeologia Cristiana. La loro intuizione: ritrovare un monachesimo femminile più vicino alle fonti bibliche, patristiche e liturgiche, vivere del lavoro delle proprie mani e coltivare un autentico stile di ospitalità. A Milano, il cardinale Schuster, lui stesso ex abate benedettino, le accoglie come un padre; un giovane monaco catalano in esilio, Aureli Maria Escarré, futuro abate di Montserrat, accompagna i loro primi passi.

Arrivando, le suore scoprono nel campanile un grande crocifisso in legno del XV secolo, abbandonato e letteralmente a pezzi. Madre Marchi fa raccogliere i frammenti in una cassa… dove aspetteranno il 1998 per essere restaurati. Oggi veglia sulla cappella del Santissimo Sacramento: una bella immagine di questa comunità che ha saputo rialzare ciò che era caduto.

Nel 1960, l'arcivescovo di Milano, Mons. Montini, futuro Paolo VI, ottiene la stabilità della comunità a Viboldone, e un nuovo monastero progettato dall'architetto Luigi Caccia Dominioni viene consacrato nel 1964. Le suore vivono ancora del loro lavoro: restauro di libri antichi da più di quarant'anni, per biblioteche e archivi pubblici, diocesi e privati, ma anche tipografia e legatoria, con la fabbricazione di carte marmorizzate a mano. Aver imparato il mestiere di tipografo nelle catacombe, bisogna ammettere che non è un percorso ordinario.

Al lavoro!

Un ritiro spirituale in Lombardia, al ritmo della Parola

A Viboldone, l'ospitalità deriva direttamente dalla Regola di san Benedetto: «Tutti gli ospiti che si presentano siano accolti come Cristo.» Le monache accolgono fratelli e sorelle nella fede, pellegrini, cercatori di senso e cercatori di Dio, per ascoltare, condividere la preghiera e un po' della vita della comunità. Non è necessario aver capito tutto per venire: la porta di Viboldone è aperta a tutti coloro che cercano, credenti o no.

Il cuore della giornata è la liturgia. I più mattinieri potranno raggiungere le suore già all'Ufficio delle letture (5h20 nei giorni feriali, 5h55 la domenica), poi alle Lodi alle 7h10, all'Eucaristia (8h nei giorni feriali, 10h15 la domenica), a Sesta alle 12h15 e ai Vespri(18h nei giorni feriali, 17h30 la domenica). La comunità attribuisce un posto centrale alla lectio divina, questa lettura orante delle Scritture: ogni sabato alle 16h45, una lectio prepara la liturgia della domenica. Le suore riassumono il loro cammino in tre parole latine, per ducatum Evangelii, sotto la guida del Vangelo.

Benvenuti all'Ospitalità

La Casa del Priore: il tuo soggiorno all'abbazia di Viboldone

Gli ospiti sono alloggiati nella Casa del Priore, o «Casa antica», collegata all'abbazia da un portico. Una parte dell'edificio risale al XII secolo, ma la maggior parte è del XVI secolo, così come gli affreschi che ornano numerose stanze, in particolare la Sala della musica e lo Studiolo del priore. Dormire sotto muri affrescati del Rinascimento: c'è di peggio per ritrovare se stessi.

La foresteria comprende:

  • 7 camere singole e 2 camere doppie
  • 2 camere da 4 letti
  • Sotto i tetti, un grande dormitorio da 8 letti a castello e 1 letto singolo, oltre a una camera singola

Al piano terra, la casa dispone di una sala conferenze da 50 posti, di una sala attigua da 20 posti, di una sala da pranzo da 40 posti e di una biblioteca per i piccoli gruppi. Il tutto per accogliere tanto un ospite singolo quanto una parrocchia o un gruppo di giovani.

Questa accogliente struttura ricettiva ospita sia singoli ospiti che gruppi.

Intorno all'abbazia di Viboldone: affreschi, campagna e Milano

Tra un ufficio e l'altro, prenditi il tempo di osservare la chiesa stessa. La sua facciata in mattoni, scandita da bifore e ornata di pietra bianca, si apre con un portale in marmo sormontato da una Madonna con Bambino circondata da santi. Sopra il transetto, il campanile conico segue la tradizione cistercense. All'interno, una navata sobria quasi interamente coperta di colori: Viboldone ospita uno dei più vasti insiemi di affreschi gotici della Lombardia. Vi si ammira una Madonna in maestà datata 1349, scene della vita di Cristo e soprattutto un Giudizio universale attribuito a Giusto de' Menabuoi, ispirato a quello di Giotto nella cappella degli Scrovegni a Padova. Dettaglio sorprendente: di solito collocato vicino all'uscita per ammonire i fedeli, qui è dipinto nella parte riservata alla comunità, come un richiamo destinato ai soli monaci. Delle visite guidate permettono di scoprirne tutti i segreti.

Fuori, il borgo di Viboldone si estende in mezzo alle terre agricole del Parco Agricolo Sud Milano, ideale per una passeggiata tranquilla. E Milano non è lontana, il che fa dell'abbazia una sosta preziosa per chi vive o transita nella metropoli lombarda. Un monastero alle porte della città, come scriveva il cardinale Martini: è forse questo tutto il fascino di Viboldone.

Ci sono tantissime possibilità di fare passeggiate nei dintorni dell'abbazia!