Monastero Sant'Antonio in Polesine
A Ferrara, le benedettine di Sant'Antonio in Polesine accolgono alcuni ospiti nel loro monastero fondato nel 1257. Si viene per il silenzio, la preghiera con le suore e gli affreschi del XIV secolo del loro coro.
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A Ferrara, le benedettine di Sant'Antonio in Polesine accolgono alcuni ospiti nel loro monastero fondato nel 1257. Si viene per il silenzio, per pregare con le suore, e per gli affreschi del XIV secolo che ricoprono il loro coro.
Sant'Antonio in Polesine, un monastero su un'antica isola del Po
Un «polesine», nell'Italia del Nord, è una striscia di terra che emerge dall'acqua. Quello di Sant'Antonio si trovava là dove due rami del Po, il Primaro e il Volano, si separavano, appena a sud della prima Ferrara. Nel 1216 vi si trova già una piccola chiesa dedicata a sant'Antonio abate. Vi si insediano poi degli eremiti di sant'Agostino, che lasciano poi il posto alle benedettine.
Queste arrivano nel 1257 con Beatrice II d'Este, la figlia del marchese Azzo VII. I lavori della chiesa iniziano l'anno seguente e durano diversi decenni. La tradizione li attribuisce a un architetto ferrarese, Maestro Tigrino. Dal XIII secolo, il chiostro ha conservato una loggia in rovere, cosa rara in una pianura così umida. Il coro delle monache è stato affrescato nel XIV secolo da tre botteghe che avevano tutte guardato a Giotto. Di quell'epoca non resta quasi nient'altro a Ferrara.
Nel frattempo il fiume si è ritirato e i canali sono stati colmati. Nel 1451, sotto Borso d'Este, l'isola viene definitivamente annessa alla città, al riparo delle nuove mura. Da allora è soprannominata «l'isola che non esiste».

Le benedettine di Ferrara, da Beatrice d'Este a oggi
Beatrice entra in religione nel 1254. Attira così tante giovani donne che il suo primo convento, fuori dalla città, non è più sufficiente: è questo che la conduce a Sant'Antonio. Vi trascorre gli ultimi cinque anni della sua vita e muore nel 1262. Il vescovo autorizza il suo culto già nel 1270. Le monache di oggi appartengono all'ordine di san Benedetto e seguono la Regola di san Benedetto, che chiede di mettere tutto in comune e di vivere sobriamente.
Si ritrovano in chiesa per otto uffici al giorno, il mattutino alle 4:50, la compieta alle 20:45. Lodi, vespri e messa sono cantati in gregoriano, in latino, con l'organo. Per le altre ore, cantano in italiano, a più voci, accompagnate dalla cetra.
Il resto del tempo è dedicato al lavoro. Bisogna far funzionare la casa (cucina, lavanderia, sagrestia, foresteria) e le suore hanno anche laboratori di iconografia, di artigianato sacro e di tessitura.

Un ritiro tranquillo, in piena città
Per arrivare al monastero si lasciano le strade principali e si seguono vicoli lastricati di ciottoli. Una volta varcato il portone, non si sente più la città. Ci sono chiostri, giardini, muri di mattoni, e il silenzio che solo la campana viene a interrompere prima di ogni ufficio.
San Benedetto chiede di accogliere ogni ospite come il Cristo. Le suore offrono quindi un tempo di silenzio, raccoglimento e riposo, e pregano per coloro che accolgono, prima e dopo il loro soggiorno. Puoi raggiungerle agli uffici, sotto gli affreschi del coro.

Come organizzare il proprio ritiro dalle benedettine di Ferrara
La foresteria è pensata per le persone che cercano il silenzio e la preghiera. Le suore lo dicono chiaramente: non ospitano né i turisti di passaggio, né gli studenti o i lavoratori che hanno bisogno di una camera. Ogni ospite condivide la loro giornata di preghiera, per quanto gli è possibile.
La durata del soggiorno, i pasti e il contributo alle spese si concordano con le monache al momento della richiesta di soggiorno.

Da vedere intorno al monastero: Ferrara
Anche senza soggiornare sul posto, si può visitare il coro e i suoi affreschi con una monaca o un volontario: dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 11:30 e dalle 15:15 alle 16:45, la domenica solo il pomeriggio. La visita passa anche per il giardino del primo chiostro e per la cappella dove sono conservate le reliquie della beata Beatrice.
Ferrara stessa merita una passeggiata. Il suo centro rinascimentale è iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO. Il castello Estense e il suo fossato si trovano in pieno centro, vicino alla cattedrale di San Giorgio. Ci sono anche il palazzo dei Diamanti e il palazzo Schifanoia, noto per gli affreschi del Salone dei Mesi. Le mura circondano la città vecchia e si percorrono a piedi o in bicicletta.
Più a est, verso il delta del Po, l'abbazia di Pomposa è un'antica abbazia benedettina che vale la visita.